MA DOVE VANNO I MARINAI ...
I colori, le immagini, le parole utilizzate nella costruzione di un sito web sono strumenti, pur sempre inadeguati, per provare a raccontare una realtà complessa, quale appunto una Scuola.
Forse può aiutarci in questo tentativo, il ricorso alla forza della metafora e ad alcune parole chiavi, interpretative del nostro pensare, fare ed essere Scuola.
 
La nave. E’ la metafora della nostra organizzazione scolastica: il Primo Circolo Didattico di Lucca. Storico, come tutte le navi che hanno visto il varo lontano nel tempo, a fine ottocento. Ha attraverso il tempo, conservando su di sé traccia dei tempi e delle epoche, rinnovando e rinnovandosi, per scelta o per caso … fin “oltre le mura”, che cingono mirabilmente la città di Lucca.
Così il nostro Circolo continua oggi la sua navigazione, con le sue 5 scuole che lo compongono: la Scuola Primaria “G. Pascoli” e dell’Infanzia “Il Giardino”, posizionate nel centro storico; la Scuola Primaria “Dante Alighieri” e quella dell’Infanzia “Il Girasole”, poste ad ovest sulla linea di confine delle mura; la Scuola Primaria “Fornaciari”, ad est fuori le mura.

Prezioso è il carico che trasporta la nostra imbarcazione: le persone.
Sulla loro centralità si sviluppa la nostra organizzazione, segnata dall’attenzione a quanti ogni giorno vivono tra le mura del nostro Istituto… i bambini, le bambine, gli insegnanti, il personale non docente, i dirigenti, i genitori…
Perché a scuola non ci sono solo banchi, sedie, progetti, riunioni, verbali, supplenze…Tutto ciò che si vede….I linguaggi del giorno…
Nella scuola ci sono soprattutto i desideri, le emozioni, i sentimenti, le ansie, le passioni…Tutto ciò che non si vede…I linguaggi della notte…
Sul lavoro, ogni giorno, tutti pratichiamo i nostri linguaggi del giorno e della notte, portando il nostro bagaglio e provando - non sempre riuscendoci - a condividerlo con gli altri.
Ma ci anima una convinzione: la costruzione di climi positivi e il benessere dell’equipaggio rappresentano le condizioni essenziali per una buona navigazione.

La rotta. Importante è sapere verso quale terra, quale isola o mondo ci stiamo muovendo. Forte è tuttavia la necessità di condividere la meta, le finalità che ci guidano. Ciò significa condividere una comune idea di scuola, di bambino, perché le energie, le risorse impegnate trovino senso e forza in questa comunanza d’intenti. Occorrono allora punti chiari e fermi che devono orientarci a gestire la complessità interna ed esterna all’organizzazione. Il riferimento è senz’altro rappresentato dallo sfondo valoriale che ereditiamo dalla Costituzione e dalla nostra migliore cultura e tradizione pedagogica: la centralità della persona, il suo sviluppo integrale, il valore delle diversità e/o diverse abilità, il diritto-dovere all’istruzione e all’educazione, “rimuovendo gli ostacoli…”, “…senza distinzione di sesso, religione, razza…”.
E’ la scuola del dare a tutti in base ai bisogni di ciascuno, coniugare l’eccellenza con il recupero, perché non ci sia nessuno che manchi all’appello. E’ l’idea forte della Scuola milaniana, che vede oggi negli alunni soprattutto stranieri, i nuovi esclusi e a rischio di abbandono.
Così, facendo anche riferimento alle Indicazioni Nazionali sul Curricolo, possiamo scrivere che la buona scuola è la scuola che crea ambienti positivi e di benessere dove è possibile “educare istruendo”.

Gli strumenti di bordo: la mappa, l’autovalutazione, il gruppo, la formazione.
La mappa - E’ il curricolo. E’ la didattica, quale core del curricolo. Sono le strategie, le metodologie. Le strade, mai sicure, tracciate per condurre i bambini e le bambine alla scoperta, alla ricerca, alla costruzione del sapere e saper fare, per essere “cittadini e non sudditi”.
L’autovalutazione – E’ l’espressione della cultura del dar conto, della rendicontazione sociale. E’ la riflessione che l’insegnante, così come il dirigente scolastico, fanno sul proprio operato, misurando la distanza tra le attese ed i risultati, con l’attenzione al prodotto come al processo, raccogliendo la customer satisfation del cliente interno e di quello esterno. Un’autovalutazione formativa che accende i circoli virtuosi del cambiamento.
Il gruppo
La psicosociologia riconosce ormai nel piccolo gruppo l’unica organizzazione umana a sovranità distribuita, dove è possibile sperimentare sentimenti di vicinanza, solidarietà, di cooperazione, di democrazia. Il piccolo gruppo moltiplicatore di risorse ed esso stesso risorsa abbondante. Il piccolo gruppo progetto di speranza, in quanto motore di cambiamento.
Le recenti Indicazioni Nazionali sul Curricolo sottolineano il valore del gruppo, l’importanza della “formazione di legami cooperativi fra i suoi componenti” … “condizione indispensabile per lo sviluppo della personalità di ciascuno”.
A scuola – ma anche nella vita in genere – viviamo d’altra parte costantemente nei gruppi: i team docenti, i gruppi classe, interclasse, commissioni, gruppi di ricerca-azione, collegio, …
In questi gruppi – come docenti, dirigente, allievi.. – noi ci giochiamo gran parte della nostra possibilità di essere felici.
La Formazione
La scuola è chiamata ad investire sul capitale prezioso di cui dispone: i docenti.
La formazione diventa in tal caso lo strumento principale per accrescere le competenze professionali e al contempo migliorare le condizioni di vita e di lavoro del personale tutto.
D’altra parte, star bene con i colleghi, saper gestire i gruppi classe, o i gruppi di ricerca-azione, saper negoziare o gestire i conflitti, non derivano da una predisposizione genetica ma da una lunga e attenta “formazione dell’intelligenza personale e interpersonale” (Gardner).
D’altra parte…benestanti non si nasce ma si diventa! (Spaltro)

La scuola resta pertanto il luogo principale dove imparare e insegnare a fare gruppo, a vivere e far vivere sentimenti di appartenenza, sentimenti di solidarietà e di amicizia, coltivando il piacere di imparare e di insegnare.

E’ questa la scommessa che quotidianamente ci giochiamo nella nostra organizzazione, vivendo questo tempo non facile, ma consapevoli del ruolo fondamentale che la scuola può continuare ad avere nello sviluppo della nostra società. Si tratta a volte di scegliere rotte incerte, toccare terre lì dove “sunt leones”, rischiare di non riuscire... Ma se il rischiare accompagna sempre chi decide di scegliere e non esser scelto, preziosa a questo punto è la nostra visone ottimistica della vita, che trova alimento nello sguardo bello dei bambini e delle bambine che arricchiscono la nostra nave.

Buona navigazione allora ai marinai e alle marinaie di questa nave e di ogni imbarcazione che in questo momento viaggia in mare aperto.
 

 

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